Sei Nazioni - Aggressività al 100%: Italia, il Galles si affronta così

Gli azzurri si affacciano al Sei Nazioni 2014 con paure e punti di domanda. Quale può essere il cammino degli uomini di Brunel? Lo abbiamo chiesto all’esperto di Eurosport per il rugby e gli sport britannici in genere, Luca Tramontin

Eurosport
Sei Nazioni - Aggressività al 100%: Italia, il Galles si affronta così
.

View photo

Ci siamo, si parte. Sabato è il giorno di Galles-Italia, un vero e proprio testacoda per gli scommettitori, che vedono pochissime chance a disposizione del XV di Brunel, giocato mediamente 10 a 1. E’ davvero così alto il gap che divide gli azzurri dai due volte vincitori in carica del titolo? Lo abbiamo chiesto all’esperto di Eurosport per il rugby e gli sport britannici in genere, Luca Tramontin.

Brunel ha tenuto un profilo basso, dicendo che l’Italia può e deve ancora crescere tanto: perché? “Secondo me il ct ha fatto molto bene, perché quelle degli azzurri sono difficoltà grosse, oggettive, ma la sua può anche essere una strategia. Le franchigie italiane fanno fatica, mancano persone e non sono distribuite bene per ruoli e questo Brunel lo sa (e non lo nasconde nemmeno nelle sue interviste, battendo spesso su questo tasto, ndr). Nel rugby moderno bisogna avere almeno due giocatori buoni per ruolo, uno con caratteristiche offensive, l’altro più difensive. E noi in questo momento non li abbiamo”.

View gallery

.

In quest’Italia è proprio tutto da buttare dopo i test di giugno e novembre? “Attenzione, facciamo chiarezza: un conto è rapportarsi con le squadre dell’Emisfero Nord, un altro con quelle dell’Emisfero Sud. Quelli che fanno fede ora sono i dati che riguardano il Sei Nazioni dell’anno scorso: allora mischia e touche andarono molto bene. Ciò che non è andato sono le punizioni concesse da situazione di mischia, troppe. Le regole nuove potrebbero cambiare qualcosa in nostro favore. L’anno scorso le mischie erano esplosive, quest’anno saranno più faticose, i piloni dovranno fare i piloni e non i “ballcarrier”, e i nostri sanno far bene il loro mestiere”.

I recenti infortuni di tanti elementi della vecchia guardia hanno costretto Brunel ad accelerare i tempi di inserimento dei giovani. Un bene o un male? “Bisogna puntare sui giovani, per necessità. Devono giocare in Celtic League e anche in Nazionale. Ovvio che sarebbe meglio farli provare con calma, ma non si può. Tommaso Allan non ha avuto tantissimo spazio, io l’ho seguito da vicino nelle ultime settimane, ma minuti importanti contro squadre di livello. E’ un’ottima alternativa, ma non possiamo gettargli addosso tutte le responsabilità”.

View gallery

.

Veniamo al Galles, nostra prima avversaria e candidata al tris di Sei Nazioni: “Il Galles ha vinto le ultime due ed è la più forte. Gatland ha detto: “Ne abbiamo tre in casa, dobbiamo vincere”, ma non disperiamo. L’Italia ha due vantaggi: il fatto di partire sfavoritissimi e la trasmissione dell’ovale di Mike Phillips. Si tratta dell’unico mediano di mischia veramente alto del panorama internazionale. Fa mete da terza linea e sa correre veramente tanto. Però è un punto a sfavore, perché è lento a rialzarsi e dà modo alla difesa di riorganizzarsi. E l’Italia ne può approfittarne: quei tre passetti di lato ci permetteranno di aggredire Priestland. Non spendiamo energie sull’uscita dei punti d’incontro, ma su di lui”.

Spostando il discorso più in generale, come vedi le due partite casalinghe, con Scozia e Inghilterra? Brunel, in questo senso è sembrato positivo: “Vediamo come usciamo fisicamente da questa sfida con il Galles e valutiamo. Meglio iniziare con una sconfitta con il Galles piuttosto che una sconfitta con la Scozia. Hanno un pack più forte, ma dobbiamo fare la differenza con Minto e compagni. Se tutto va bene e nessuno si fa male, abbiamo il 30-40% anche di battere l’Inghilterra. Loro tanti singoli di enorme talento, difficili da assemblare e avranno difficoltà”.

View gallery

.

***

Tutte le news di sport sono disponibili 24 ore al giorno anche via Facebook e Twitter sulle pagine ufficiali di Eurosport

View comments (2)