Sei Nazioni - Francia e Inghilterra per il titolo; Italia per stupire

Parte il Sei Nazioni 2013: nelle ultime quattro edizioni il successo è andato a quattro squadre diverse. All’appello mancano Italia e Scozia, ma sarà dura che a vincere siano loro. Più probabile che a lottare per il Trofeo siano Francia e Inghilterra, con i transalpini favoriti se non altro per la maggiore esperienza. Foto Ap/Lapresse

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Sei Nazioni - Francia e Inghilterra per il titolo; Italia per stupire
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2012 Italy Six Nations

Sei Nazioni al via: le quote degli scommettitori (qui sotto una media di quelle dei maggiori bookmakers) dicono che l’Inghilterra è la favorita del pronostico. Noi proviamo a dire la nostra: Francia su tutte, anche sugli inglesi, e a seguire Irlanda e Galles. E l’Italia? Facciamo gli scaramantici e diciamo che come al solito lotterà con la Scozia per evitare il maledetto Cucchiaio di Legno. Ma se l’Olimpico ci darà una mano, potremmo toglierci parecchie soddisfazioni…

1. FRANCIA (quota 3,25) - Mai come quest’anno la nazionale transalpina è un rebus. La squadra di Philippe Saint’Andrè ha dimostrato di saper accendere e spegnere a suo piacimento, ma quando gira è una macchina pressoché perfetta, come dimostra anche l’ultima “asfaltata” rimediata dall’Australia in quel di Parigi a novembre. Il nuovo ct rispetto a quello precedente ha dato una struttura e una calma relativa, quella che mancava, per esempio, al tempo della Coppa del Mondo. La Francia dispone di giocatori di classe superiore alla media: Morgan Parra e Frédéric Michalak su tutti, con Fofana a dare solidità al centro. Il calendario è uno dei motivi per cui i francesi potrebbero cadere: l’Italia all’Olimpico sarà dura da piegare, ma non impossibile, Galles e Scozia in casa dovrebbero cadere, così come l’Irlanda allo Stade de France. E allora si rivelerà decisivo lo scontro del 23 febbraio con l’Inghilterra. A Twickenham i Galletti cadono spesso, anzi quasi sempre, e in generale hanno difficoltà evidenti nell’affrontare gli inglesi.

2. INGHILTERRA (quota: 2,70) - E' passato un anno e Stuart Lancaster è ancora alla guida della nazionale inglese: ma non doveva essere ct a interim? All'inizio sì, ma evidentemente il lavoro fatto paga e allora vederlo sulla panchina del XV della Rosa non è affatto una bestemmia. Anzi. Il progetto della nuova Inghilterra sta andando a gonfie vele: dopo il Mondiale, serviva ripartire dalle basi, dai giovani e Lancaster lo ha fatto, cambiando completamente il volto della squadra, dando subito fiducia a un gruppo di giocatori nuovi e motivati, trovando subito ottimi risultati. Un ottimo secondo posto nel Sei Nazioni dell'anno scorso, una serie di prestazioni di alto livello contro le formazioni più forti del mondo, culminati con la vittoria storica contro la Nuova Zelanda nello scorso dicembre (38-21). "Dopo un anno di cambiamenti, finalmente ci conosciamo tutti bene - ha detto il ct inglese - tecnicamente e tatticamente, il nostro punto di partenza è posto più in alto, e questo conta molto".

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3. IRLANDA (quota: 4,00) - Torna Brian O'Driscoll e l'Irlanda spera: certo, non sarà più la formazione in grado di vincere, con il Grande Slam, l'edizione 2009 del Sei Nazioni, ma con il suo grande capitano tutto può succedere. "Ma non sarà più lui il capitano", ha puntualizzato Declan Kidney, che con l'assenza di BOD (aveva saltato la scorsa edizione per un infortunio alla spalla e i test di novembre per un problema alla caviglia) aveva dato la fascia al buon Jamie Heaslip, terza linea di assoluto valore. O'Driscoll e D'Arcy al centro, per la 48a volta, Sexton e Murray in apertura. Se l'Irlanda sarà quella vista con l'Argentina (surclassata per 46-24 in novembre), allora potrò dire la sua. 

4. GALLES (quota: 6,50) - La storia del Galles negli ultimi due anni è molto chiara: la Coppa nel Mondo, nella quale non è arrivata la finale con gli All Blacks ma solo per caso ha dato una carica pazzesca alla nazionale dei Dragoni, che nella scorsa edizione del Sei Nazioni ha portato a casa il torneo con il massimo fatturato, ovvero cinque successi su cinque. Peccato che il giocattolino, complice qualche assenza per infortunio e qualche scelta non azzeccata, si sia rotto con il passare della stagione 2012. Quest'anno il Galles non parte certo con i favori del pronostico ma se un paio di giocatori (George North su tutti) funzionano come devono, i Dragoni si possono candidare, al pari dell'Irlanda, al ruolo di "avversario scomodo che può dire la propria". Ma solo con un inizio all'altezza della situazione, ovviamente. 

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5. ITALIA (quota: 150,00) – Il movimento cresce, il rugby italiano sta guadagnano punti e seguaci, e Brunel lo sa. “Stiamo progredendo, passo dopo passo, la squadra nazionale sta muovendo tanto interesse”. Secondo i dati della Federazione italiana gli appassionati sono saliti dai 25.000 del 2010 a 90.000 nel 2012 e ogni partita è vista da 70.000 persone festanti (grazie Olimpico!). Dei nostri progressi si sono accorti anche degli avversari illustri: l’Australia ha vinto ma sofferto tantissimo, per 22-19, mentre contro gli All Blacks siamo stati in grado di reggere per un tempo, guadagnandoci la pacca sulla spalla di Steve Hansen (“l’Italia ha giocato una grande partita”). L’Italia vuole fare un altro passettino nell’Olimpo del rugby e parte dal Sei Nazioni dello scorso anno, in cui batté la sola Scozia ma impressionò per carattere nella maggior parte delle altre partite. La squadra è giovane e affamata, il calendario le offre tre chance casalinghe: si parte con la Francia, poi Galles e infine l’Irlanda. In mezzo Murrayfield (è la partita da vincere, come al solito) e l’istruttiva gita a Twickenham. L’Italia è matura? Lo vedremo subito, contro i Galletti.

6. SCOZIA (quota: 15,00) - Solo due vittorie nelle ultime 15 partite di Sei Nazioni (l'ultima con l'Italia il 19 marzo 2011 a Edimburgo, per 21-8), l'ultimo posto senza successi del 2012, il cambio di allenatore in seguito a una serie di risultati negativi negli ultimi test, e l'inevitabile cambio di guida a novembre (dopo Tonga si passa da Andy Robinson a Scott Johnson, ma solo per il Sei Nazioni finora). La situazione degli scozzesi non è delle più rosee: servono risposte e servono subito. Peccato che la "prima" arrivi contro l'Inghilterra a Twickenham, un campo sul quale da 30 anni non arrivano che pianti. Johnson ci prova cambiando sei uomini rispetto alla disfatta tongana, schierando tra gli altri anche un giovane ex Junior All Blacks, Sean Maitland. Ci sarà anche Greig Laidlaw: suo zio, Roy Laidlaw, segnò una meta nell'ultimo successo della Scozia a Twickenham, nel 1983. Presagio? 

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