Sochi 2014 - Luca Lanotte, una vita passata sui pattini

Abbiamo intervistato in ESCLUSIVA la mamma di uno dei due pattinatori della coppia di danza numero 1 in Italia e ora anche in Europa. "Spero che a Sochi lui e Anna facciano quello che sanno fare: è veramente una vita che aspettano questa occasione. Luca pattina da 21 anni", ci racconta la signora Angelina (foto AP/LaPresse)

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Pattinaggio Artistico - Cappellini-Lanotte sono campioni del mondo!
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Sochi 2014 Figure Skating Anna Cappellini and Luca Lanotte

Abbiamo intervistato in ESCLUSIVA la signora Angelina, mamma di Luca Lanotte, che con Anna Cappellini forma la coppia di danza sul ghiaccio numero 1 in Italia e ora anche campionessa europea, come parte delle iniziative legate al progetto di Procter & Gamble "Grazie di cuore, mamma” che intende porre sotto i riflettori i sacrifici che le madri, prese come simbolo della famiglia, profondono tutti i giorni per i propri figli, sostenendoli, incoraggiandoli ed accompagnandoli nella crescita e verso la piena realizzazione. Nel caso degli atleti, il sogno olimpico.

Che cosa si aspetta da questa esperienza olimpica per Luca, e quindi anche per Anna?

Spero che vada tutto bene e che i ragazzi facciano ciò che sanno fare. Spero che non si facciano tradire dall'emozione e che tutto vada per il meglio. Purtroppo hanno avuto la sfortuna, se vogliamo chiamarla così, di gareggiare nel decennio d'oro delle due coppie americane, gli statunitensi Davis-White e i canadesi Virtue-Moir: il livello è altissimo e loro sono quasi imbattibili.

Anna e Luca, seppur giovani, sono già atleti esperti e pattinano insieme da nove anni. La vostra famiglia ha creato un legame anche con Anna e la sua famiglia?

E' inevitabile. Gareggiano insieme da tanto, il legame si crea per forza. I primi tempi ci incontravamo alle gare, poi abbiamo cominciato a girare per il mondo per seguire i nostri figli organizzando i viaggi insieme. Questa volta noi non siamo andati a Sochi, ma di solito giriamo sempre col papà di Anna, ora che purtroppo la sua mamma non c'è più. Organizziamo delle specie di viaggi-premio, speriamo che questa volta il premio ci sia davvero!

Quali sono stati i sacrifici per consentire a Luca di inseguire il suo sogno di diventare un pattinatore d'elite?

Sono stati tanti. Noi siamo di Milano e Luca ha iniziato a pattinare perché vedeva la sorella che faceva il sincronizzato. Abitavamo vicino al Palazzo del Ghiaccio e quand'era piccolino lui andava addirittura da solo: usciva dal nostro negozio nella stessa via del palazzetto e io gli dicevo "Vai sempre dritto", così ha cominciato ad allenarsi lì ed era tutto facile. Poi, però, il Palazzo del Ghiaccio ha chiuso e così si è dovut6o spostare al Forum di Assago, che da casa nostra è comunque distante e negli orari di punta è quasi irraggiungibile per motivi di traffico. Fare avanti e indietro da lì è statto un po' faticoso, ma lui era innamorato di questo sport e ci siamo appassionati anche noi.

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Milano, paradossalmente, pur essendo una grande città non è ben attrezzata per chi vuole fare sport ad alto livello al di fuori del calcio. Lei consiglierebbe comunque ai bambini di intraprendere una carriera sul ghiaccio?

Sì, perché anche se abbiamo fatto dei sacrifici, alla fine anche noi ormai siamo totalmente coinvolti. All'inizio lo portavo io, quando Luca però ha preso la patente si è arrangiato da solo. Resta il fatto che i costi, purtroppo sono alti: senza contare oi costi dei viaggi per le gare, gli allenamenti richiedono una grande spesa, oltre che in termini di tempo, in termini di soldi che se ne vanno prevalentemente in benzina. Anche le attrezzature, purtroppo, sono molto care: i pattini costano tanto, ma soprattutto i costumi, e purtroppo per un certo periodo di tempo la Federazione ci aiutava, ma il resto abbiamo sempre dovuto metterlo di tasca nostra. Ora fortunatamente bisogna ringraziare le Fiamme Azzurre, che sono subentrate arruolando Luca, così lui ha il suo stipendio. Ma all'inzio è stata dura.

Quall è la gara di Luca e Anna che ricorda con più emozione?

Le ultime due medaglie, ovviamente! Il bronzo del 2013 agli Europei di Zagabria è già stato un grandissimo risultato; l'oro di quest'anno a Budabest è stato indescrivibile un'emozione esagerata. Vedere mio figlio quasi in lacrime sul podio è stato commovente ed era il risultato che aspettava da più di vent'anni. E' una vita sui pattini per lui, e adesso vorrei che il vero soggno della vita si realizzasse sia per Luca, sia per Anna.

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